
L’asciutta nell’allevamento bufalino
Il periodo di asciutta rappresenta una fase fondamentale nella gestione degli allevamenti di ruminanti da latte, inclusi quelli bufalini. Si tratta di un’interruzione temporanea della produzione lattea, necessaria per preparare l’animale al parto successivo, favorendo il recupero energetico, la rigenerazione del tessuto mammario e il corretto sviluppo del feto.
Tuttavia, questa fase richiede un’attenta gestione aziendale, poiché influisce direttamente sulla salute della bufala, sulle sue performance produttive future e sulla qualità del latte.
Negli allevamenti bufalini, il periodo di asciutta dura generalmente tra i 90 e i 120 giorni. Durante questo intervallo, l’animale dovrebbe:
• Recuperare le energie necessarie per la lattazione successiva
• Consentire la rigenerazione della ghiandola mammaria
• Ridurre il rischio di infezioni, come la mastite
• Garantire un’ottimale crescita fetale
A seconda delle strategie aziendali e delle strutture disponibili, l’asciutta può essere gestita in due modi: brusca o graduale.
L’asciutta brusca viene spesso adottata per ragioni di spazio e gestione aziendale. Gli animali smettono di essere munti senza un periodo di transizione e passano direttamente alla razione alimentare specifica per questa fase. Generalmente, ciò avviene quando la produzione lattea è già molto bassa, così da ridurre il rischio di mastite. Tuttavia, negli allevamenti bufalini ad alta produzione, può essere necessario “forzare” l’asciutta attraverso la razione alimentare, assicurando un periodo minimo di 60-90 giorni per un’adeguata preparazione al parto.
L’asciutta graduale, invece, è consigliata per garantire un maggiore benessere animale e una gestione più efficace della mandria. In questo caso, la bufala passa attraverso una fase intermedia detta “singola mungitura”, durante la quale viene munta solo al mattino e alimentata con una razione intermedia tra quella della lattazione e quella dell’asciutta. Questo approccio consente un’interruzione più graduale della produzione lattea, riducendo il rischio di mastite e facilitando l’adattamento fisiologico dell’animale.
L’alimentazione è un aspetto cruciale della gestione dell’asciutta. La razione deve essere bilanciata, evitando sia l’eccessivo ingrassamento degli animali sia eventuali carenze nutrizionali.
• Gli animali giovani e le bufale ad alta produzione necessitano di recuperare peso durante questa fase.
• La dieta deve rispondere ai fabbisogni per lo sviluppo del feto, anche se non tutte le bufale in asciutta risultano gravide. Per questo motivo, nelle aziende bufaline si trovano spesso tori in asciutta, anche nel periodo di destagionalizzazione.
• La razione prevede una riduzione dei concentrati a favore dei foraggi, con un’elevata quota di fibra. Tuttavia, i foraggi verdi sono sconsigliati.
• Le razioni formulate per le bufale in asciutta sono, in genere, più economiche, ma non per questo meno importanti.
Un elemento determinante è il rapporto calcio/fosforo, fondamentale per prevenire problemi come il prolasso vaginale o uterino. In particolare:
• Il rapporto calcio/fosforo deve essere vicino all’unità.
• A partire dal nono mese di gestazione, il rapporto ottimale è 1:1,1.
In conclusione, l’asciutta è una fase cruciale nell’allevamento bufalino, con un impatto significativo sulla salute dell’animale e sulla produttività futura. Una corretta gestione, attraverso strategie di asciutta graduale e un’adeguata alimentazione, consente di ottimizzare il benessere della mandria e migliorare le performance produttive, garantendo una lattazione successiva più efficiente e di qualità.
Articolo di: Marica Raimondo